C’è ancora spazio per i desideri?

da | Apr 26, 2019 | clinica

“La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità”

Questa frase di Bertrand Russell ci fa riflettere su quanto sia importante per la persona il poter ancora permettersi di desiderare, di avere dentro di sé la speranza di essere migliori, di raggiungere obiettivi a volte anche più alti della nostra portata.

Nella vita tutti abbiamo bisogno di qualcosa, alcuni hanno dei bisogni che gli sono stati negati fin da piccoli ed altri invece non riescono a riconoscere quando hanno bisogno realmente di qualcosa!

Molto spesso capita che le persone, ad esempio, mangino non perché realmente abbiano fame, ma semplicemente perché soffrono di noia e il poter riempire lo stomaco con qualcosa di buono stimola la sensazione di soddisfazione per un pò.

Può succedere che qualcun’altro dice di aver bisogno di una persona al suo fianco, di un partner, che senza di lui non vivrebbe magari perché non ha imparato con il tempo a saper stare da solo con se stesso.

Può capitare che nel corso del suo sviluppo si è stati impossibilitati a coltivare dentro di sé autostima e/o sicurezza e senza la persona amata ci si sentirebbe “persi”.

Possiamo dire che tutte le dipendenze come quelle affettive, quelle da stupefacenti, da gioco hanno come base la difficoltà della persona all’ascolto, al riconoscimento dei propri bisogni e più di tutti all’ascolto del proprio corpo.

Siamo tutti “legati” a nuove modalità comunicative che ci travolgono, non riusciamo più a distinguere i nostri bisogni e desideri da quelli degli altri.

Molte volte capita, quindi, che sia difficile separare e saper riconoscere dentro di sé i bisogni e i desideri, le due accezioni possono a volte coincidere, ma possiedono un valore e un significato differente.

Che cosa sono i bisogni?

La parola Bisogno nella lingua spagnola si dice: necesidad, gli spagnoli lo descrivono quindi come quel qualcosa che serve alla persona per vivere ed avere una salute piena.

Il BISOGNO nasce dal corpo, dalle esigenze primarie del nostro organismo, la cui mancata soddisfazione non consente di vivere una vita adeguata.

Immaginate, come vi potreste sentire nell’eventualità di non poter mangiare e bere per diversi giorni?

Il vostro organismo in qualche modo cercherà di darvi dei segnali importanti, per ricordarvi di dover mangiare e prendervi cura del vostro corpo, ma esistono bisogni anche di livello “superiore”.

Come dice Maslow nel 1954, ci sono alcuni bisogni che dovrebbero essere soddisfatti prima che nascono quelli di livello successivo. Vi è una gerarchia che l’autore chiama piramide dei bisogni, dove alla base ci sono i bisogni fisiologici come la fame, la sete, il dormire. Una volta che questi vengono soddisfatti, la persona aspira al livello successivo dove rientrano i bisogni di sicurezza, di appartenenza ad un gruppo, di stima e di realizzazione.

Nell’uomo quindi vi è una naturale aspirazione ad affermare sé stesso, ad esprimere nell’ambiente tutte le sue potenzialità e soprattutto a saperle riconoscere dentro di sé, in maniera tale da poter vivere una vita soddisfacente.

Invece quando parliamo di DESIDERI a cosa ci riferiamo??

L’origine della parola desiderio è una delle più belle e affascinanti; questo termine deriva dal latino e risulta essere composto da de- che in latina ha sempre un’accezione negativa e sidus ossia stella. Quindi desiderare vuol dire “mancanza di stelle”, avvertire la mancanza delle stelle, ossia come sentimento di una ricerca appassionata.

Mentre il bisogno vive per essere in qualche modo colmato, il desiderio vive per essere desiderato, è una motivazione, una spinta che ci permette di metterci in moto ed è come se non venisse mai soddisfatto completamente, sin tanto che vive rimane sempre ad una distanza, come le stelle.  Il desiderio ci spinge alla ricerca di nuove parti di noi, grazie alla sua componente esplorativa e proiettiva, spinge la persona in uno spazio incerto del cambiamento e della trasformazione (Mancino, Zappelli, 2010).

Succede che attraverso il desiderare diamo spazio all’immaginazione, ci chiediamo ciò che ci piacerebbe diventare, quindi alimenta un’immagine di noi ideale e sognata.

sogni sono come le stelle: le vedi brillare tutte quando le luci artificiali si spengono, eppure stavano lì anche prima. Eri tu a non vederle, per il troppo chiasso delle altre luci. 

                                                                                   -Alessandro d’Avenia

 

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