La dermatite atopica è psicosomatica

da | Nov 27, 2020 | clinica

La dermatite atopica può portare con sé vissuti psicologici di ansia  e depressione.

Questa patologia va affrontata, oltre che con le classiche cure mediche, anche con un valido sostegno psicologico.

“Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo”

diceva Alexander Lowen

La dermatite atopica é una malattia infiammatoria e cronica della pelle. Provoca prurito intenso, rossore sulle varie giunture del corpo, secchezza, ispessimenti, screpolature, ecc.

Ma la vera sofferenza della dermatite atopica non è soltanto fisica ma piuttosto emotiva e corporea.

come curare la dermatite

I pensieri e le emozioni spesso rimangono intrappolati, nascosti e silenziosi. Spesso sono invadenti, ingombranti e vanno ad incidere sullo stato emotivo della persona.

Essere visti o essere guardati? La paura di mostrarsi!

In generale l’essere visti dagli altri può assumere un valore piuttosto contenitivo o al contrario repressivo. Gli occhi di chi guarda e gli specchi, quelli simbolici e affettivi, possono essere importanti.

Alcune persone trovano difficoltà a lasciare casa per paura di essere viste o giudicate.

Magari escono soltanto di notte, quando il buio fornisce “la copertura” di cui hanno bisogno per difendersi dallo sguardo dell’altro.

Altre volte rimangono nel letto perchè non si sentono in grado di alzarsi ed affrontare la giornata.

Chi soffre di dermatite atopica ama il sole perchè sa che fa bene alla sua pelle. Ma è incline ad evitare spazi dove c’è tanta luce artificiale, anche dentro casa.

La luce mette in risalto il dolore che lo specchio restituisce, perciò non ama molto guardarsi ed osservare il proprio corpo pieno di piaghe.

Delle volte si sente un mostro e pensa che l’unico rimedio possibile sia quello di non guardare e di non vedere. Pensando che alla fine nella vita c’è sempre di peggio.

Ama vestirsi ma è consapevole di non poter indossare tutti i capi che desidera. D’inverno quelli pesanti, di lana, con nikel, sa bene di doverli scartare. Non permettono alla pelle di traspirare e potrebbero creare delle forti crisi di prurito e di nervosismo

D’estate si dimentica un pò della sua femminilità riponendo nei cassetti gonne corte e vestitini. Mettono in evidenza una pelle imperfetta generando a volte imbarazzo, ansia, vergogna ed inibizione sociale.

Negli anni ha la collezione di creme che gli sono state consigliate, una diversa dall’altra. Ma quasi nessuna ha prodotto l’effetto che realmente chi soffre vorrebbe: non vedere più irritazioni.

Sentirsi liberi dalla dermatite atopica

D’estate va meglio: il mare e il sale curano le “ferite” ancora aperte. Anche se nei primi momenti a contatto con l’acqua salata la pelle brucia. Ma ha imparato che il dolore pian piano si allevierà e le “bolle” sbiadiranno, restituendo un pò di sollievo.

essere se stessi

Come “sentirsi a casa” nel proprio corpo

Il corpo è il luogo dell’incontro con l’altro ma è anche la sede dell’incontro con se stessi. Tante persone, soprattutto coloro che soffrono di dermatite atopica, non si sentono a casa nel proprio corpo.

Molte volte il corpo desidera potersi fondere con l’altro ma capita di sentirsi invasi e la paura di essere sopraffatti è molto forte.

Il nostro corpo e la nostra psiche vivono ed esprimono lo stesso mondo ma più volte su campi diversi. La nostra pelle è la parte del corpo più esposta all’esterno. Risultando fragile la cute non permette un’adeguata protezione dagli agenti esterni. Così la persona, essendo ipersensibile, si lascia invadere dagli altri non riuscendo a stabilire i giusti confini nelle relazioni sociali. Non rispettando la giusta distanza tra Sè e l’Altro.

Rapporto con gli altri

L’infiammazione della pelle nella dermatite atopica comporta anche difficoltà nelle relazionali interpersonali.

Spesso succede di avere la sensazione di essere discriminati, di non essere accettati. Questo può provocare un forte stress emotivo causando insonnia e perdita di fiducia in se stessi.

Perciò è importante ricorrere non soltanto alle “cure” di dermatologi esperti ma è anche necessario leggere e svolgere una lettura alla persona nella sua complessità. Dare attenzione non solo ai sintomi fisici ma dare importanza e rispettare il corpo e le emozioni bloccate in esso.

Le tipiche emozioni di chi soffre di dermatite atopica sono rabbia, senso di colpa, vergogna, tristezza e dolore. Le quali possono sfociare in ansia, depressione, incapacità di gestire la rabbia e la sofferenza.

Esiste una cura?

Ad oggi non esiste una cura in grado di condurre la persona ad una guarigione completa. Però è importante riuscire a conoscersi  per gestire, per quanto possibile, questa “patologia”.

Avere un supporto psicologico significa finalmente (ri)iniziare a vivere, a sorridere, ad avere relazioni sociali serene e a prenderti cura di te e del tuo corpo.

Ti permette di dare spazio a tutte quelle emozioni e sensazioni bloccate nel corpo affidandoti ad un professionista competente. Professionista che, a sua volta, ha la dermatite atopica e quindi può comprenderti.  Aiutandoti veramente verso l’accettazione di questa malattia così complessa e difficile.

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